La Romea Aquileiense ha inizio in Slovenia presso il Santuario della Madonna Addolorata di Miren-Kostanjevica sul monte Grado, ma ben presto raggiunge i territori della provincia di Gorizia e, proseguendo da est a ovest, attraversa la regione del Friuli Venezia Giulia fino a Concordia Sagittaria, per un totale di circa 100 km.


È questo il territorio dell’antica sede episcopale d’Aquileia, città che dal secolo IV divenne capoluogo della Venetia et Histria. La via connette l’Italia con i Balcani lungo sentieri che si snodano tra caratteristici comuni.

200 km in un ambiente naturalistico di grande fascino,  specchiandosi nelle limpide acque del Tagliamento.

E ovunque testimonianze dell’antico Cammino.

 

E’ una vocazione all’apertura e al dialogo tra le diverse culture, quella affidata a Tarvisio e a tutti i comuni di confine: è l’unità dell’Europa che il pellegrino respira a quota 1789 metri, da dove il piccolo santuario della Madonna dei Lussari si protende verso valle, abbracciando idealmente i tre popoli Carinzia, Slovenia e Friuli.

Qui l’antica via di pellegrinaggio che dai paesi baltici, Częstochowa, Cracovia e Vienna, attraversa, entra in Italia.

Da Tarvisio, cittadina del Friuli Venezia Giulia sul confine con l’Austria e la Slovenia, il percorso dell’antica Romea Allemagna punta a sud sino a raggiungere Concordia Sagittaria e la pianura veneta.

I 200 km di questo percorso, nel tratto friulano  offrono una sequenza rara di ambienti naturali, tra sentieri di montagna, colline moreniche, risorgive e lagune, lungo la splendida valle del fiume Tagliamento, rarità naturalistica allo stato primitivo.

Ad accompagnare il viandante attraverso quest’itinerario, oggi come ieri, la rassicurante e costante presenza di Cristoforo, il santo protettore dei pellegrini che si erge in ogni facciata e in ogni chiesa, come nella gentile e imponente statua della facciata del Duomo di Santa Maria Assunta a Gemona o nell’elegante affresco della chiesetta di Santa Maria dei Battuti a Valeriano o di San Giovanni a San Tomaso di Majano.

Lungo la Romea Allemagna sono evidenti le tracce lasciate da ordini religiosi e dalle numerose confraternite che si occupavano dell’accoglienza e della salute fisica e spirituale dei pellegrini.

Luoghi antichi e ancora oggi capaci di accogliere chi si mette sulla via, come l’Hospitale di San Giovanni a San Tomaso di Majano, voluto dai Giovanniti al tempo delle Crociate. Tracce nascoste negli edifici o scolpite sul marmo ad eterna testimonianza, come quella di chi ha impugnato il bastone del viandante ma è morto prima di raggiungere la meta, come ricorda la lapide tombale di Lorenzo De Bacia, importante personaggio d’oltralpe, morto a Venzone e sepolto nel Duomo di Sant’Andrea Apostolo, davanti all’altare.

Diversi i polmoni spirituali della Romea Allemagna: l’antica Abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena, gioiello d’arte longobarda e altomedievale, o il santuario di Madonna di Rosa, meta di molti pellegrinaggi mariani e punto di riferimento per i fedeli della destra e sinistra Tagliamento.

Un cammino, quello lungo la Romea Allemagna, all’insegna della riscoperta della propria fede, che giunge proprio nelle terre da dove è partita l’evangelizzazione del Triveneto, la sede dell’antica città romana di Iulia Concordia, le cui vestigia paleocristiane raccontano la storia dei primi martiri cristiani e di una fede che risale agli Apostoli.



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