La Romea Annia percorre tutta la bassa pianura padano-veneta da est a ovest partendo dall’importante centro romano di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria, fino ad arrivare a Badia Polesine, per una lunghezza di circa 200 km. 

Da Aquileia a Padova la via ripercorre l’antica via Annia consolare, per proseguire attraverso i caratteristici comuni, che nel medioevo furono interessati da una forte presenza templare e Giovannita.

 

 

200 km immersi nella storia

Ideale dorsale di una rete di antichi e moderni Cammini di fede.

I Pellegrini o Romei che giungevano da nord Europa e dai Paesi dell’Est  del Continente confluivano verso l’importante centro romano di Iulia Concordia, oggi Concordia Sagittaria. Da qui, lungo la Romea Annia, percorrendo per oltre 200 chilometri  tutta la bassa pianura padano-veneta da est a ovest, giungendo a Badia Polesine.

Da Aquileia a Padova la via ripercorre l’antico tracciato della consolare Annia. E’ un camminare dolce, immerso nella natura e nei colori della laguna, il primo tratto della  via segnata dai fiumi Piave, Livenza e Sile.

Fiancheggiando l’argine San Marco da Caposile a Portegrandi ci si dirige verso Quarto d’Altino e Mestre per proseguire verso la Riviera del Brenta, ammirando le sfavillanti ville venete.

Sul Brenta passavano persone e merci tra Venezia e Padova, la città porta dell’Oriente e quella dedita alla libertà di cultura e di espressione. Due città legate non solo dalla loro comune appartenenza regionale, ma accomunate da un primato che le rende le perle della fede: Marco e Luca. Sì, perché chi intraprende il cammino sulla Romea Annia può vantare due preziosi protettori: San Marco, il cui corpo venne trafugato da Alessandria e portato nella nascente Venezia, custodito nella Basilica costruita in suo onore, e San Luca, i cui resti giunsero a Padova dalla basilica degli Apostoli di Costantinopoli per salvarli dalle persecuzioni dell'imperatore Giuliano l' Apostata nel IV secolo, oggi conservati nell’Arca presso Santa Giustina.

Da Padova, e dal respiro francescano della sua Basilica dedicata al Santo “per eccellenza”,  Antonio, si punta decisamente verso sud, per giungere, proprio nell’Anno del Giubileo della Misericordia, presso il Santuario delle sette chiese giubilari di Monselice, posto ai piedi della Rocca di Ferdinando II, che richiama direttamente le sette basiliche giubilari di Roma.

L’itinerario della Romea Annia continua attraverso la campagna veneta alla scoperta del  tesoro che riveste l’antica abbazia di Santa Maria delle Carceri, che fin dal 1200 ospitava i pellegrini diretti a Roma. Oppure, una volta giunti ad Este, ci si può dirigere verso la città merlata di Montagnana dove non mancano le tracce del passaggio degli antichi pellegrini, come presso l’oratorio di Sant’Antonio Abate, che era retto dagli Antoniti per l’accoglienza dei viandanti e dei malati e dove diversi elementi architettonici e decorativi parlano della presenza dei cavalieri Templari.

Raggiunta Badia Polesine, ultima tappa della Romea Annia, non resta che scoprire la singolare figura di San Teobaldo di Provins, esempio d’instancabile pellegrino che, assieme all’amico Gualtiero, si recò più volte a Santiago de Compostela e a Roma, desiderando ardentemente di compiere il santo viaggio verso Gerusalemme.

Da Badia Polesine la Via Romea prosegue verso sud in direzione di Nonantola, per superara poi gli Appennini, convergere verso San Miniato, in Toscana, e da lì proseguire per Roma.

Sul cardine veneto della Romea Strata, rappresentato dal percorso della Romea Annia, si innestano altri cammini aggiuntivi, più che alternativi.

Quello della Romea Postumia, ad esempio. Che da Verona a Vicenza percorre i territori attraversati dalla storica via Postumia, che in antichità collegava i due importanti porti di Genova e Aquileia.

La via costeggia la fascia ai piedi delle colline, nota per le ricche coltivazioni a vigneti, lungo canali che conducono a antichi paesi medievali toccando l'Abbazia di Villanova a San Bonifacio e quella di Sant'Agostino alla porte di Vicenza.

Da Verona a Montagnana, la Romea Porciliana segue l'ansa del fiume Adige per immettersi nella Romea Longobarda che porta verso la Francigena e da lì a Roma. E’ una strada che coniuga l'aspetto naturalistico, tipico delle zone della pianura padana, e quello storico, portando a riscoprire le tracce degli antichi luoghi costruiti nel medioevo per accogliere i pellegrini, come la Magione Templare di Pressana, la Madonna della Stà a Belfiore e il monastero di Sabbion a Cologna Veneta.

Poi la Romea Vicetia che da Rovereto a Montagnana ripercorre un itinerario molto usato fin dal medioevo dai viandanti che partivano dal centro Europa e che, attraverso il Passo Pian delle Fugazze, scendevano fino a valle entrando a Vicenza.

La strada attraversa la selvaggia Vallarsa, in Trentino Alto Adige, con i suoi boschi e le sue tradizioni e, scendendo verso Schio, costeggia le Alture del Pasubio. Una volta entrata a Vicenza prosegue sulla pista ciclo-pedonale della Riviera Berica, realizzata sul tracciato dell'antica ferrovia della "Vacca Mora" che collegava Vicenza a Montagnana.

Su queste dorsali principale si innestano molte altre vie di pellegrinaggio e itinerari locali. Itinerari di fede come il Cammino di Sant'Antonio, il Cammino per Grazia Ricevuta, il Cammino Fogazzaro Roi, il Sentiero dei Girolimini, il Sentiero della Speranza, il percorso dalle Valli Vicentine alla Madonna della Corona, l’itinerario dei dieci capitelli di Soave o il cammino delle Dolomiti. Alcuni già attivi in epoca medievale, altri di più recente istituzione, tutti di grande fascino.



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