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Comune di Schio

Via Fratelli Pasini, 33 - 36015 Schio (Vicenza)

Sito: www.comune.schio.vi.it
Email: schio.vi@cert.ip-veneto.net
Tel: 0445 691 212

 

 

Comune di Schio

 

Informazioni storiche e turistiche

Schio è uno dei Comuni della provincia di Vicenza circondato da un anfiteatro collinare e prealpino di forte suggestione, dove l’antica civiltà rurale è ancora ben testimoniata da molte contrade sparse sui colli. L’origine del toponimo Schio sembra derivare da “ischi” - una sorta di querce – “Ascledum” nella parlata neo-latina del tempo.

E’ un borgo d’antichissime origini, come testimoniano i manufatti d’età neolitica e gli insediamenti paleoveneti; la posizione geografica, all’incrocio di vie di comunicazione, ne ha fatto fin dall’età preistorica un luogo predestinato all’insediamento; prima ancora dell’arrivo dei Romani esisteva una “Pista dei Veneti” che costeggiava i colli Berici giungeva fino a Vicenza e poi per Malo, Magrè, Schio, Piovene si allacciava a quella per il Trentino.  Il primo documento medievale esistente che concerne Schio è dell’anno 983; si tratta di un documento in cui il Vescovo di Vicenza, Rodolfo, con atto proprio, donò ai monaci benedettini di San Felice in Vicenza una “curtis in Scledo” nel luogo denominato Gorzone dove si trova attualmente il Duomo. L’odierno centro urbano trae la sua origine dal trasferimento sullo stesso colle Gorzone di Schio, nel 1123, della Pieve di Belvicino, il cui abitato era stato travolto da un’alluvione. Libero Comune nel 1228, poi possedimento scaligero e visconteo, Schio ebbe grande sviluppo durante il dominio della Serenissima, di cui divenne principale luogo di produzione laniera: ed è, infatti, quest’attività che ha lasciato alla cittadina il celebre appellativo di “piccola Manchester”; La vocazione industriale ha infatti attinto da lontano lasciando in eredità alla Città preziose testimonianze d’Archeologia Industriale. Lo sviluppo economico inizia diffusamente e con sistemi più razionali a partire dal Settecento con l’attività di Nicolò Tron, fondatore già nel 1738 di un opificio tessile, che chiama maestranze dall’Inghilterra e introduce nuove macchine e sistemi di lavoro più razionali. Nel corso dell’Ottocento l’arte della lana ha il suo massimo splendore grazie alle prime manifatture di Francesco Rossi e in virtù delle concezioni imprenditoriali del figlio Alessandro Rossi; egli ha saputo far crescere il lanificio paterno sino a farlo diventare la maggior azienda laniera italiana (Lanerossi), e questo aspetto pionieristico ha costituito senz’altro un elemento fondamentale per la cultura imprenditoriale locale che ha generato nel tempo un polo industriale davvero straordinario.

I più importanti monumenti siti in Schio che documentano il passato preindustriale e industriale sono il Lanificio Conte che conserva il suo aspetto sette-ottocentesco, lo stabilimento intitolato a Francesco Rossi, fondatore nel 1817 dell’omonimo lanificio, e l’attigua Fabbrica Alta elevata nel 1862, che si caratterizza per l’imponenza della costruzione in laterizio e pietrame locale, tipica della cultura architettonica industriale nordeuropea. In Città ugualmente notevole è il Lanificio Cazzola, del 1860, ed il quartiere operaio detto “La nuova Schio”, voluto da Alessandro Rossi come insieme integrato di residenze e servizi e realizzato tra il 1872 e il 1890. Altra perla cittadina è il Giardino Jacquard realizzato a partire dal 1859 da Antonio Caregaro Negrin, che, rifondendo le adiacenti pendici della collina e la cinquecentesca chiesetta di San Rocco progettò un giardino romantico all’inglese dove si inseriscono oltre alla serra e alla torre uccelliera, falsi ruderi, grotte, anfratti scavati nella roccia e collegati da passaggi imprevedibili. Altri documenti che raccontano della prima industrializzazione si trovano sull’altipiano di Tretto - deliziosa località collinare del territorio cittadino – dove sono presenti molti vecchi essiccatoi per lo sfruttamento dei giacimenti di caolino della località, impianti che permettono di ripercorrere la storia e i processi di lavorazione dell’antica estrazione di caolino.

Quantunque Schio sia un centro molto importante a livello nazionale per i siti di archeologia industriale, presenta altre attrazioni storico-artistiche di buon interesse. Tra gli edifici cittadini degni di nota ricordiamo: Palazzo Maddalena che si trova a lato del Duomo, in Via Cavour, costruito nel 1879 su progetto di Bartolomeo Folladore. La strettezza della strada non permette di apprezzare l’elegante facciata che ha richiami palladiani specie nelle possenti semicolonne ioniche della parte superiore della facciata. Sempre lungo Via Cavour si trova la chiesa dedicata a San Giacomo; l’origine di quest’edificio risale al XV secolo quando fu istituita a Schio la Confraternita penitenziale-caritativa dei Battuti, i quali, accanto al loro xenodochio (nel Medioevo, ospizio gratuito per forestieri) e all’oratorio privato, edificarono una chiesa pubblica che si presenta come una grande aula rettangolare, conclusa da una piccola abside poligonale dove si possono ancora notare archi sestoacuti; qui si trova un altare costruito nel 1881, opera di F. Cavallin da Pove, che utilizzò il paliotto intarsiato, due statue e gli ovali appartenenti al precedente altare settecentesco; altre opere di artisti locali arricchiscono questo luogo sacro recentemente restaurato.

Compiendo ancora un breve tratto in via Cavour e Vicolo Gorzone, ci si può muovere intorno all’imponente mole del Duomo; l’attuale chiesa è l’ultima delle molte ricostruzioni che, a partire dal Mille si succedettero sulla cima del Gorzone. Il rifacimento finale è stato fatto tra il 1877 e il 1879 da Antonio Caregaro Negrin con l’aggiunta delle navate laterali, degli eleganti giardini pensili e della canonica. L’interno è decorato con affreschi di Valentino Pupin mentre nella sagrestia l’opera Madonna con S. Caterina e il Battista di Palma il Vecchio. L’antistante Piazza Rossi è arricchita dal monumento al Tessitore, realizzato da Giulio Monteverde nel 1879 e donato da Alessandro Rossi ai suoi lavoratori emblema del pensiero socioeconomico di Alessandro Rossi. Sul lato destro – voltando le spalle al Duomo – sorge il Palazzo Da Schio, di forma neoclassica, appartenente alla nobile famiglia vicentina che traeva il suo nome dalla località e della quale, sulla facciata, una lapide ricorda il conte Almerico Da Schio, pioniere del volo in dirigibile.

Sempre lungo via Carducci, dove si trovava l’antico quadrivium del Corobbo, si affaccia il prospetto principale dell’ex ospedale baratto ora restaurato e trasformato in splendida Biblioteca Civica; la facciata del XVII secolo presenta in basso cinque porte mentre nella fascia centrale spicca una trifora; nel sottotetto si notano alcune caratteristiche finestre quadrilobate. Il Tempio della Sacra Famiglia, cappella dell’Istituto Canossiano, si raggiunge proseguendo su Via Fusinato. La costruzione iniziò nel 1850 su disegno di Bartolomeo Folladore, ma fu ultimata solo nel 1901; modellata sul Pantheon di Roma (in rapporto 1 a 3) la chiesa ha un interno armonioso a pianta circolare dove riposa il corpo di Giuseppina Bakhita, suora canossiana di origine sudanese santificata nel 2000.

La Chiesa di San Francesco è uno dei monumenti più antichi e rappresentativi della Città; fu fondata nel 1424 dai frati minori osservanti assieme al convento, che le sorge accanto e che ora è adibito a casa di riposo; la chiesa fu ingrandita a più riprese nel corso del XVI e continuamente arricchita nel corso dei secoli. L’interno presenta tetto a capriate e armoniosa commistione di stili. Fra le opere conservate nella chiesa, oltre al coro ligneo del 1504, opera di Bernardino de Rochis (il più antico di Schio), primeggia la pala dedicata allo Sposalizio mistico di S. Caterina d’Alessandria dipinta da Francesco Verla nel 1512. Il pavimento ospita numerosi sigilli sepolcrali con iscrizioni e stemmi delle più ricche e nobili famiglie cittadine. Nel retro dell’altar maggiore erano conservati sino a qualche tempo fa nove corali  – sei dei quali miniati fra il XVI e il XVII sec. - ora custoditi presso la Biblioteca Civica. Altro monumento sacro di pregevole interesse che arricchisce l’offerta artistica della Città è la romanica chiesetta di San Martino che sorge in posizione panoramica rispetto al centro urbano; l’ipotesi che questa chiesa sia sorta sulle rovine di un tempietto pagano è avvalorata da un’iscrizione del III secolo d.C.. Del periodo romanico sono il campanile ed una parte di muro rettilineo, mentre gli affreschi risalgono alla seconda metà del Trecento. Anche il Convento dei Cappuccini ha una notevole importanza storica per la vita religiosa del vicentino, essendo una delle prime testimonianze della presenza nel Veneto di quest’ordine francescano e allo stesso tempo è un luogo molto caro ai cittadini.

Durante la Prima Guerra Mondiale la città diventa zona bellica e la Strafexpedition austriaca (1916) punta su Schio, ma la difesa italiana sul Monte Pasubio e sul Monte Novegno infrange l’attacco e dall’estate del ’16 i comandi italiani approntano un sistema difensivo di montagna, di cui la “Strada delle 52 gallerie” sul Pasubio è modello unico di ingegneria militare, tuttora richiamo storico e turistico di grande interesse a memoria di un tragico capitolo di storia moderna.

I monti poc’anzi citati rappresentano con la loro vasta rete di sentieri una parte di  territorio degno di attenzione, poiché sono importanti testimoni della storia recente, ma forniscono anche ai visitatori ed escursionisti momenti di distensione e spunti per quanto concerne gli aspetti naturalistici.

Raggiungere il Comune

Schio si trova a 30 km dal capoluogo della Provincia in direzione nord nella fascia pedemontana. La Città si raggiunge in automobile seguendo la S.S. 46 del Pasubio che parte da Vicenza oppure l’autostrada A 31 Valdastico uscendo al casello Thiene-Schio.

La città è inoltre collegata con il capoluogo e con i comuni limitrofi da una linea ferroviaria locale e da una linea pullman con corse frequenti.

 

Dati di fatto

Provincia di: Vicenza

Distanza da Vicenza: 30 Km

Abitanti: 39.500 (aggiornato al 01.01.2017)

Superficie: 66,15m

Altitudine: compresa tra m. 141 e m. 1694

Prefisso telefonico: 0445

CAP: 36015

Quartieri: n.1 Centro – S. Croce – A. Rossi, n.2 Stadio – Poleo – Aste – S. Martino, n.3 SS. Trinità – Piane – Resecco, n.4 Magrè – M. Magrè – Liviera – Cà Trenta, n.5 Giavenale, n.6 Tretto.  

 
 

 Il Castello di Schio

 Il Duomo di Schio

 Il Monte Summano

 

 

 

News & Eventi

 

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